Nàe (Elena Sanchi) nasce e cresce lungo la riviera adriatica, in un luogo-non-luogo che diventa il palcoscenico di una costante rinascita.
Con un nome che unisce Elena e nave, simbolo di viaggio ed esplorazione, ne ha esordito nel febbraio 2023 mettendo mano al proprio home studio: tra sintetizzatori pesanti, vibes elettroniche ritmate e riverberi evocativi, ha dato voce a un mondo sospeso e liquido, fatto di controluce e di prime stelle in un cielo nero. Dopo tre album e altrettanti tour col suo nome d’arte, ha scelto di lasciar emergere la fragilità e l’imperfezione, trasformandole in luce.
“controluce”, il primo singolo uscito nel gennaio del 2024, é il primo passo verso un nuovo giorno ed é nata così, sui primi suoni della notte, leggera e avvolgente come la nebbia. Nell’estate 2024, l’artista ha portato live i suoi brani al Marecchia Dream Fest di Rimini e all’Arena Women Fest nell’anfiteatro romano di Castelleone di Suasa, aprendo per nomi di spicco come Sarafine e Rachele Bastreghi dei Baustelle.
Esce venerdi 13 giugno Vortice, il nuovo singolo di nàe, prodotto da Alessandro Ciuffetti al Naïve Recording Studio di Fano e distribuito nei
principali digital store. Vortice – ci racconta nàe – nasce dall’esigenza di raccontare un momento di profonda trasformazione e crescita personale, oltre che artistica. C’è la paura al cambiamento ma anche il desiderio a lasciarsi andare a ciò che si sente davvero. E’ un singolo che fa parte di un album ( in uscita il prossimo autunno) che vuole infatti invitare a fermarsi e a prendersi il proprio tempo in una società sempre più di corsa e disattenta ai nostri veri bisogni.
E’ forte l’urgenza di accettare le cose che non si possono cambiare per lasciarle andare e rinascere. La musica è per me una sorella sincera sin da bambina, per questo ho sempre amato farla in maniera fedele e onesta al mio sentire, lontana, spesso, da mode e cliché e dalle strategie del mainstreaming. ”In questo pop-elettronico elegante e avvolgente, la voce sincera di nàe invita a perdersi nell’amore e nel caos che apre alla verità della propria unicità. “Spesso abbiamo paura di mostrarci per ciò che siamo”, racconta l’artista, “ma perdendo il controllo e accogliendo la vita nella sua imperfezione, ci sorprende la nostra forza”.
Colpisce subito il contrasto tra il ritmo pulsante e l’intimità vocale: è come danzare lungo la riva al crepuscolo, mentre un vento leggero scuote
le acque. Quel “lasciarsi andare” diventa un atto di coraggio, la musica si fa abbraccio e la produzione di Ciuffetti ne esalta ogni sfumatura,
restituendo un senso di libertà sospesa.

